Usò entrambe le mani. Le fece correre su uno scaffale dopo l'altro. E scoppiò a ridere. [...] passò vari minuti ad andare con lo sguardo dagli scaffali alle proprie dita. Quanti libri aveva toccato? Quanti ne aveva sentiti? [...] Era come una magia, come la bellezza. {M.Z.}

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venerdì 9 settembre 2016

Recensione: "Fate a New York" di M. Millar


.Fate a New York.
di Martin Millar


Titolo: Fate a New York
Autore: Martin Millar
Editore: Fazi
Prezzo di copertina (flessibile): € 16,90
Voto:perfetto


Morag e Heather, due fatine punk scozzesi, si ritrovano catapultate a New York, nell'appartamento di Dinnie, il peggior violinista del mondo. Rinnegate dalla propria madrepatria per il loro rifiuto dei dogmi dell'essere fata e per aver tentato di sovvertire l'ordine del mondo delle fate suonando i riff dei Ramones sulle loro arpe, non vedono l'ora di godersi la loro ritrovata libertà. Ma il piano si rivela più difficile di quanto sembra e le due intruse sono presto costrette a scappare dalle gang di fate italiane, cinesi e nere che bazzicano dalle parti di Central Park. L'autore riesce a tessere una tela che collega storie diverse, mescolando l'umorismo a una personalissima e tagliente critica sociale.




Non ho proprio potuto fare a meno di dare la massima valutazione in stelle, perché... ho amato tutto di questo romanzo. Non c'è una sola cosa che non mi sia piaciuta o che cambierei.
Prima di parlarvene, però, una breve premessa: conoscevo già l'autore perché ho letto Ragazze Lupo e Vex e Kalix, che come questo romanzo sono degli urban fantasy, ma parlano di lupi mannari anziché di fate. Ho amato questi due libri e lo stile di Millar, infatti volevo leggere Fate a New York da secoli, davvero. Peccato che sia praticamente introvabile. Non è neppure ordinabile su Amazon o su IBS. Vergognoso, considerando che si tratta di un piccolo capolavoro, come dice anche Neil Gaiman nella bellissima introduzione. Nonostante questo, voglio parlarvene comunque, perché potreste essere fortunati come me e trovarlo ad un mercatino dell'usato. Potete immaginare i miei salti di gioia quando Sassy me lo ha sventolato davanti al viso mentre eravamo "a caccia" :P
Non manca proprio nulla in questo romanzo. Ci sono varie storie parallele, che vedono come protagonisti non solo le fate, ma anche alcuni umani, e persino uno spirito. E' interessante vedere come Millar sia riuscito sempre a collegare tutte queste vicende tra loro in maniera divertente, commovente e mai forzata.
Il linguaggio è molto crudo e si passa bruscamente da violini e fiori a sesso e morte. Kerry, una degli umani protagonisti, è una ragazza con una grave malattia, ed è un dettaglio sempre presente, che ci viene ricordato in molti momenti e con molta semplicità. In più l'intera storia nasconde (senza troppo impegno) una denuncia nei confronti del sistema sanitario americano, calcando la mano sui tanti barboni che muoiono in strada a NY, uno scenario che ha lasciato ben scioccate delle ingenue fatine di campagna.
E sono proprio le fate, naturalmente, il punto forte del romanzo. Non solo a livello di personaggi individuali (sono tratteggiate benissimo: dolci, irriverenti, buone, dispettose...) ma anche per quanto riguarda la trama delle loro storie. Ci sono fate di svariate nazionalità (tra cui cinesi e italiane, direttamente da Chinatown e Little Italy!) e sanguinose guerre tra clan... cosa dirvi? Io ho adorato tutto, ogni singola parola <3

Consigliatissimo!




4 commenti:

  1. Che bello! *___* Non sono ancora riuscita a leggere nulla di Millar, anche se ho parecchi dei suoi libri in ebook (compreso questo). Mi hai fatto tornare la voglia di cominciare a recuperarmi qualcosa... tu cosa mi consigli: comincio da "Fate a New York", o prima cerco anch'io di leggere "Ragazze lupo"? :)

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    1. Ciao Sophie! Ragazze Lupo è un po' più dark rispetto a questo... dipende da cosa ti va di leggere. Io ho iniziato con Ragazze Lupo e mi è andata bene, ma anche iniziare con questo non è una brutta idea *_* diciamo che è un po' meno pesante dell'altro!

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  2. ciao Gaia, possibile davvero che non conoscessi questo libro? devo rimediare e buttarmi in questa lettura il prima possibile viste le tue parole *_*

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    1. Infatti è sconosciutissimo, ed è proprio un peccato!

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