Usò entrambe le mani. Le fece correre su uno scaffale dopo l'altro. E scoppiò a ridere. [...] passò vari minuti ad andare con lo sguardo dagli scaffali alle proprie dita. Quanti libri aveva toccato? Quanti ne aveva sentiti? [...] Era come una magia, come la bellezza. {M.Z.}

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venerdì 21 febbraio 2014

Recensione: "Perché l'amore qualche volta ha paura" di G. Musso



.Perchè l'amore qualche volta ha paura.
di Guillaume Musso

piacevole

Titolo: Perché l'amore qualche volta ha paura
Titolo originale: Que serais-je sans toi?
Autore: Guillaume Musso
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 320
Traduzione: L. Serra
Prezzo di copertina (flessibile): 9,90 €
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San Francisco, estate 1995. Gabrielle ha vent'anni, frequenta il terzo anno di università a Berkeley. Martin si è appena laureato in legge alla Sorbona, ed è in vacanza negli Stati Uniti. Si amano, con l'intensità della prima volta, quando ci si crede ancora. E come vivere un grande sogno, ebbri di felicità ma anche di paura. Paura di soffrire. Perché Martin deve tornare a casa, a Parigi. Non può più rimandare, come già ha fatto in passato, cedendo all'irresistibile richiamo di quel Resta ancora sussurrato fra i singhiozzi da Gabrielle. Così la realtà, alla fine, ha la meglio. Ed è brutale, e fa male. Parigi, settembre 1995. Il cielo è nero, è già autunno qui. Martin è appena atterrato e di colpo detesta il suo Paese, perché non è quello di Gabrielle. Per la prima volta si rende conto che stanotte non dormirà con lei. Allora le telefona, subito. E le scrive. A quei tempi una lettera d'amore impiegava dieci giorni per arrivare oltreoceano. Allora, quando si scriveva "Ti amo", bisognava aspettare tre settimane la risposta. E, a vent'anni, aspettare tre settimane è assolutamente disumano. A poco a poco, le lettere di Gabrielle si fanno sempre più rare, finché non arrivano più. Natale si avvicina, e Martin le scrive un'ultima lettera, accompagnata da un biglietto aereo per New York datato 24 dicembre.



Leggendo la trama, sembrerebbe principalmente una storia d'amore, ma secondo me non è così. L'amore c'è, come sempre nei romanzi di Musso, ma questa volta è un'altra storia quella che ha il ruolo da protagonista.

Questo è, se non erro, il quinto romanzo di Musso che leggo. Quindi conosco il suo stile e sapevo che sarei andata sul sicuro. Una cosa che mi aspettavo era la comparsa di personaggi di altri suoi romanzi, e non sono stata delusa! In ogni libro di questo autore spuntano sempre fuori personaggi già conosciuti in altre storie, e per chi ha letto più di un paio di libri di Musso è sempre un piacere ritrovarli per qualche pagina :)

E a proposito di personaggi... particolari, contorti, profondi e tormentati. Nonostante usi sempre lo stesso schema per dar loro vita, è straordinario come Musso riesca allo stesso tempo a renderli tutti così diversi.
Nello specifico di Perchè l'amore qualche volta ha paura, posso dire di aver odiato profondamente la protagonista, Gabrielle, fin dalle primissime pagine. Martin mi ha lasciata indifferente, soprattutto all'inizio, mentre ho provato un'istintiva simpatia per Archibald, che è durata fino alla fine del libro.
Mi è piaciuta tanto la trama, incentrata su un ladro di opere d'arte e sul poliziotto che gli dà la caccia.
Sono interessanti, istruttivi e per nulla noiosi i riferimenti a Parigi e all'arte ad essa legata. 
Concludo dicendo che ho trovato il finale davvero bello! :) 



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