Usò entrambe le mani. Le fece correre su uno scaffale dopo l'altro. E scoppiò a ridere. [...] passò vari minuti ad andare con lo sguardo dagli scaffali alle proprie dita. Quanti libri aveva toccato? Quanti ne aveva sentiti? [...] Era come una magia, come la bellezza. {M.Z.}

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venerdì 24 novembre 2017

Recensione: "L'amico perduto" di H. Haasse



.L'amico perduto.
di Hella Haasse

Ringrazio la casa editrice Iperborea per avermi inviato una copia di questo romanzo :)

Titolo: L'amico perduto
Autore: Hella Haasse
Editore: Iperborea
Prezzo di copertina (flessibile): 16,00 €
Voto:    quasi perfetto


Due ragazzi crescono insieme nella natura lussureggiante e incantata di Giava, uniti da un mondo di avventure, esplorazioni e sogni tra i verdi campi di tè e le terrazze di risaie, i sentieri di terra rossa e i misteri delle foreste vergini del Preanger. L’uno è il figlio del direttore di una piantagione olandese e ama l’Indonesia e la sua gente come il luogo dell’anima dove è nato e a cui sente di appartenere. L’altro è Urug, figlio di un lavorante indigeno che grazie a una serie di circostanze fortuite riesce ad accedere agli studi e a seguire l’amico fino a Giacarta. Ma l’innocenza e la libertà dell’infanzia non tardano a essere travolte da avvenimenti inaspettati: il movimento di liberazione indonesiano, la Seconda guerra mondiale e la guerra coloniale rendono ineludibile una scelta di campo e portano i due giovani a guardarsi con occhi nuovi, a scoprirsi estranei, e a seguire i loro destini inconciliabili: l’uno ritrovandosi sradicato di fronte alla fine del proprio mondo con la consapevolezza di non avere mai conosciuto veramente quella che considerava la sua terra; l’altro alla ricerca di un’identità, di una rivalsa, di un nuovo inizio per sé e per il suo Paese. Considerato uno dei grandi classici della letteratura olandese, L’amico perduto è una delicata storia di amicizia che sfocia nel drammatico disvelamento di una lontananza, un romanzo di formazione attraversato da una nostalgia struggente che ancora oggi ci tocca per la sua forza profetica nell'affrontare l’eredità del colonialismo, la necessità di interrogarsi sul passato, quell'incomprensione che continua a minare un autentico dialogo tra diversi.


Lo so che non si giudica un libro dalla copertina. Lo so. Ma anche l'occhio vuole la sua parte e dunque comincio questa recensione in maniera piuttosto superficiale, con le lodi a tutto lo staff di Iperborea che si occupa della grafica dei loro libri, perché le copertine sono semplicemente bellissime ma alcune, come questa, addirittura meravigliose.


Ed ora torniamo al romanzo, che in fin dei conti è la cosa più importante.
Splendido. Davvero.
Un racconto non particolarmente originale, ormai, e anche molto semplice, eppure è raccontato in maniera così genuina da sembrare qualcosa di nuovo e necessario.
Due bambini molti diversi per estrazione sociale, non consapevoli di essere destinati per sempre a vivere in due mondi separati, e che proprio per questo affrontano la vita come se esistesse un mondo soltanto. Ma per quanto sarà possibile?

"Urug vale meno di noi? È diverso?" chiesi con impeto. "Sei matto?" rispose Gerard calmo, senza levarsi la pipa di bocca. [...] "Una pantera è diversa da una scimmia", disse Gerard dopo una pausa, "ma una delle due vale meno dell'altra? Ti sembrerà una domanda idiota, e hai ragione. Considerala altrettanto idiota se applicata alle persone. Essere diversi... è normale. Ognuno è diverso dagli altri. Anch'io sono diverso da te. Ma valere di più o di meno a seconda del colore della pelle o di chi è tuo padre, questa è un'assurdità. Urug è tuo amico, no? E se può essere tuo amico... com'è possibile che valga meno di te o di qualcun altro?".

Una storia d'amicizia intrisa di grande malinconia sin dalle prime pagine, raccontata con una semplicità e un senso di arrendevolezza davvero disarmanti.
Due bambini, un olandese e un indonesiano, inseparabili sin dalla nascita, crescendo cercano di non perdersi... e allora come fanno a diventare addirittura degli sconosciuti l'uno per l'altro? Cosa è successo?
Semplice: la vita. Nuda e cruda. Ecco cosa succede.
La vita prende il sopravvento, lottare per qualcosa diventa sempre più difficile. Diventa difficile capire cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa si desidera e cosa invece è più facile lasciar accadere. Diventa assai arduo, forse addirittura impossibile, trovare il proprio posto nel mondo.
Questa storia è allo stesso tempo molto dolce e molto cruda, proprio come la realtà. Io l'ho trovata molto bella e persino un po' poetica. Era un romanzo d'attualità, quando è stato pubblicato la prima volta nel 1948, e tristemente può essere considerato d'attualità ancora adesso.

Ebbi la sensazione che a quel momento ci avessero condotto, inesorabilmente, tutti gli avvenimenti a partire dalla nostra nascita. Era cresciuto in noi, maturato in noi, al di fuori della nostra volontà, della nostra coscienza.


Consigliato!


7 commenti:

  1. Concordo, bella copertina (quanto sono morbide? *_*)! Anche il libro sembra carino e stranamente mi attira xD

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  2. Bellisimo blog! :D
    Ti andrebbe se ci seguissimo a vicenda per scambiarci consigli libreschi?

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  3. Sembra proprio una bella lettura e il tuo punteggio alto mi fa ben sperare

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    1. Io te la consiglio davvero molto! ^_^

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  4. Non ho mai letto nulla di Iperborea, ma leggo sempre commenti entusiasti, quindi mi sa che è ora di cominciare. Questo sembra molto promettente ♥

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    1. Dovresti assolutamente, è una delle Case Editrici che preferisco! :D

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