Usò entrambe le mani. Le fece correre su uno scaffale dopo l'altro. E scoppiò a ridere. [...] passò vari minuti ad andare con lo sguardo dagli scaffali alle proprie dita. Quanti libri aveva toccato? Quanti ne aveva sentiti? [...] Era come una magia, come la bellezza. {M.Z.}

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mercoledì 9 dicembre 2015

Recensione: "Il liberatore dei popoli oppressi" di A. Paasilinna


.Il liberatore dei popoli oppressi.
di Arto Paasilinna


Grazie mille alla Iperborea per avermi inviato una copia di questo romanzo! <3

Titolo: Il liberatore dei popoli oppressi
Autore: Arto Paasilinna
Editore: Iperborea
Prezzo di copertina (flessibile): € 17,50
Voto:    quasi perfetto


È a una riunione di Amnesty International che Viljo Surunen, emerito glottologo di Helsinki, incontra la dolce maestra di musica Anneli Immonen: tra i due idealisti dal cuore generoso non può che scattare la scintilla dell’amore, cementata dalla reciproca promessa di salvare i prigionieri politici di tutto il mondo. Ma nonostante le lettere di protesta di cui inondano i dittatori di tre continenti, nessuno si ravvede: i diritti umani continuano a essere spudoratamente calpestati e neppure il loro protetto, il professor Ramón López, da anni ingiustamente detenuto, vede cambiare la sua sorte. Surunen decide di passare all’azione: andrà lui stesso a liberarlo nel Morterey, dove un despota senza scrupoli, asservito agli americani, ha instaurato uno dei peggiori regimi militari del Centroamerica. Missione impossibile, tranne che per i personaggi di Paasilinna, che oltre a una vitalità debordante e a un’inventiva a tutto campo, trovano a soccorrerli i più strampalati aiutanti, che sia un pinguinista russo, un reporter alcolizzato, un vescovo ribelle o un campanaro montanaro. Ma come se la caverà l’instancabile glottologo quando, dalle rocambolesche avventure centroamericane, si ritroverà in Delatoslavia, nell’Europa dell’Est, alle prese con dissidenti rinchiusi in manicomio? Fascisti o comunisti, l’ironica denuncia di Paasilinna non fa sconti a nessun tipo di regime totalitario. L’autore conosce la geopolitica e, se l’ingenuità è voluta, l’umorismo garantito e l’improbabilità parte del fascino del romanzo, la sofferenza dei popoli, la corruzione del potere e la follia dei dittatori restano irrimediabilmente reali. E si può sempre sperare che una risata li seppellirà.



Questo romanzo mi è stato consigliato da Jennifer, della Redazione dell'Iperborea, che avevo contattato per altri motivi. E non posso che dirle: grazie! E' stata davvero una lettura bellissima (come potete immaginare anche solo guardando la valutazione in stelline). 
Il titolo e la trama fanno pensare ad una storia un po' pesante, ma posso assicurarvi che non è così. Lo stile di Paasilinna è scorrevole, tanto da sembrare semplice, eppure c'è un pizzico di ricercatezza in ogni sua frase. Si tratta di una storia importante e seria, narrata con toni leggeri e ironici. Non conoscevo questo autore, ma sicuramente recupererò tutti i suoi romanzi. Ne ho già adocchiato qualcuno in particolare... ma ne riparleremo.
Come al solito, comincio con i difetti. Nella valutazione, il romanzo ha perso mezza stellina, ed il motivo è uno soltanto. L'ultima parte del romanzo mi è sembrata forzata, non necessaria. Avrei preferito che la storia si interrompesse prima. Tutto qui! Non sono riuscita a trovare altri motivi per lamentarmi. Strano, vero? :P


Surunen si presentò. Era finlandese, insegnante di lingue, e nelle vacanze estive si dedicava alla liberazione di prigionieri politici.

E' affascinante seguire il percorso del glottologo Surunen, dalle chiacchiere con la musicista Anneli Immonen fino al piano d'evasione di alcuni detenuti del Morterey.
Lo sviluppo del personaggio è molto bello, fa sempre qualcosa che non ti aspetti. Ed è praticamente impossibile non fare il tifo per lui e per la sua missione. Parte dalla Finlandia senza un vero e proprio piano, facendo affidamento sulla fortuna e sulla propria determinazione. Oltre ogni previsione (del lettore) riesce non solo a raggiungere il Morterey, ma anche a trovare degli alleati.  Viene rapito, torturato, scappa e poi diventa un personaggio di spicco, situazione che gli permetterà di introdursi senza problemi nel carcere dov'è rinchiuso il prigioniero politico che tanto vorrebbe liberare...


Non aveva mai ucciso prima, nemmeno dei topi, ma abbattendo quegli uomini non provò più emozioni di una pietra. Finito il massacro, inserì la sicura, tolse il caricatore e gettò l'arma lontano in mezzo ai cespugli. I piedi ancora doloranti, si avvicinò ai cinque cadaveri, li rigirò, recuperò i suoi soldi dalle tasche dei pantaloni mimetici e li fece rotolare nel fosso. Si pettinò e si prese perfino il tempo di farsi il nodo alla cravatta. Poi si accese una sigaretta e alzò lo sguardo verso le montagne, là dove un'aquila solitaria volteggiava al di sopra delle cime innevate.


Tutto è al limite dell'assurdo, eppure il lettore non può fare a meno di leggere avidamente. Cosa succederà? La missione avrà successo? Surunen riuscirà a tornare dalla sua amata maestra di musica? 
Nonostante i toni leggeri e l'umorismo che pervade ogni riga, è una storia che fa riflettere. Paasilinna, come altri bravi autori, è stato capace di fondere realismo e assurdità in maniera perfetta. Veramente bello, leggetelo.




Decisamente consigliato! :)



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