Usò entrambe le mani. Le fece correre su uno scaffale dopo l'altro. E scoppiò a ridere. [...] passò vari minuti ad andare con lo sguardo dagli scaffali alle proprie dita. Quanti libri aveva toccato? Quanti ne aveva sentiti? [...] Era come una magia, come la bellezza. {M.Z.}

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martedì 24 settembre 2013

Rubrica: Leggete per vivere - 2


Questa è una rubrica che scrivevo per un giornale online del Cilento, che potete trovare qui: www.trentinara.net e che pubblicherò anche sul blog :)



LEGGETE PER VIVERE.

…come diceva il saggio Flaubert.



Il sogno di molti lettori è di veder uscire dalle pagine dei romanzi che amano i loro personaggi preferiti. Impossibile, vero? Forse, ma di certo non nella mente di un’autrice tedesca e di un autore francese, che con due dei loro romanzi mi hanno coinvolta in storie di avventura e di magia che riguardano persone reali e… immaginarie.
Chi conosce già Guillaume Musso in qualità di autore, sa benissimo quanto i suoi romanzi siano profondi, dal ritmo coinvolgente e pieni di protagonisti sfortunati quanto adorabili. “La ragazza di carta” non delude affatto in questo senso, sebbene stavolta la malinconia ispirata dalla trama e dai personaggi, che contraddistingue i precedenti lavori di questo autore, sia sostituita da uno sviluppo della vicenda più allegro e leggero, che però non manca di significato. Il protagonista è uno scrittore in crisi e decisamente molto depresso: Tom. Ha difficoltà nella stesura dell’ ultimo romanzo della sua trilogia, e sembra intenzionato ad arrendersi alla situazione, almeno finchè Billie, una giovane donna, non entra nella sua vita imponendosi con energia e voglia di vivere, riscuotendolo dalla sua depressione. Niente di strano, vero? Peccato che Billie non sia reale, ma un personaggio dei romanzi di Tom, e che non sia un’allucinazione, perché anche il resto del mondo nota la sua esistenza, inclusi i due sconclusionati migliori amici dello scrittore (che, vi anticipo, adorerete).
Accanto alla trama principale procedono altre sottotrame belle e coinvolgenti, soprattutto il viaggio in giro per il mondo di un libro (sì, di un libro!) che dona a tutto il romanzo di Musso un pizzico di magia che vi farà sorridere ed emozionare.
Ho letto e riletto “La ragazza di carta”, l’ho regalato ad un’amica e l’ho consigliato ad un’altra, e ora do anche a voi lo stesso suggerimento: leggetelo, non ve ne pentirete.
“Cuore d’inchiostro”, della bravissima Cornelia Funke, è invece il primo romanzo di una trilogia per ragazzi che però è in grado di appassionare lettori di tutte le età, anche adulti. Questa è la storia giusta per chi non potrebbe mai vivere senza leggere almeno qualche riga ogni sera. Parla, infatti, proprio di libri e di amanti della lettura, di chi respira l’odore della carta come il più costoso dei profumi, di chi sfoglia le pagine con la stessa delicatezza e dolcezza di una madre che sfiora la guancia dei propri figli.
I due protagonisti principali sono una ragazzina, Meggie, e suo padre, Mo. Padre e figlia vivono di libri, in tutti i sensi (scoprirete leggendo il perché), e la loro esistenza appare abbastanza ordinaria agli occhi della ragazzina finchè, un giorno, entra nelle loro vite uno strano individuo: un mangiafuoco. Chi è Dita di Polvere? Da dove viene? Cominciano ora una serie di avventure, una più strabiliante dell’altra, che porteranno Meggie e Mo alla scoperta di loro stessi e della magia della parola scritta. Non saranno soli in questa impresa, ma accompagnati da vari co-protagonisti e personaggi minori,  tanto bizzarri quanto realistici, e vi assicuro che li amerete tutti alla follia, dal primo all’ultimo. Il romanzo si conclude con un finale che vi terrà col fiato sospeso e vi farà desiderare ardentemente di avere già tra le mani il seguito, perché si sa che le migliori avventure fantastiche non si concludono mai troppo in fretta.


Ogni racconto, non importa di cosa parli e da chi sia stato scritto, possiede un tocco di fantasia che lo rende speciale, unico, e in un certo senso “vivo”, perché, per citare Cornelia Funke, “… scrivere storie, in fin dei conti, ha un po’ a che fare con la magia”, e questa magia, inevitabilmente, arriva sempre anche al lettore. 




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