Usò entrambe le mani. Le fece correre su uno scaffale dopo l'altro. E scoppiò a ridere. [...] passò vari minuti ad andare con lo sguardo dagli scaffali alle proprie dita. Quanti libri aveva toccato? Quanti ne aveva sentiti? [...] Era come una magia, come la bellezza. {M.Z.}

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giovedì 29 marzo 2018

Libri Come #Felicità 2018 - Régis Jauffret + Jennifer Egan



Questo è l'ultimo, giuro!
Prosegue la mia carrellata di post sulla nona edizione di Libri Come - festa del libro e della lettura. Su Instagram e Twitter avrete già letto molto a riguardo, durante la manifestazione, perché sono stata selezionata come Ambasciatrice Social dell'Auditorium, e ho partecipato a tantissimi eventi.
Vi ho già parlato della presentazione del graphic novel La Lucha e dell'incontro con Piero Angela [a questo link], e anche del manuale di book blogging di Giulia Ciarapica [a quest'altro link]. In quest'ultimo post vi parlo degli incontri con lo scrittore francese Régis Jauffret e la scrittrice americana Jennifer Egan.



Régis Jauffret - come scrivo i miei libri.
Ammetto di non conoscere bene questo autore. Non ho mai letto nulla di suo (rimedierò a breve) e non conosco bene la sua biografia. Insomma, ho partecipato all'evento spinta dalla pura e semplice curiosità. Ho fatto bene, perché si è rivelato molto interessante.


"La letteratura è senza scrupoli. È un'arma che mi piace usare in mezzo alla folla."
Queste sono le parole di Régis Jauffret, in dialogo con Lorenzo Pavolini.
L'autore francese scrive sin da quando era adolescente, ed è convinto che l'arte non debba rispondere alla domanda del mercato. Per lui la letteratura non deve andare verso il lettore, ma viceversa, e io mi permetto di essere d'accordo con lui.
"Non sono crudele io, lo è la realtà" dice ancora, e basta pensare al suo romanzo Claustria per capire cosa intende. Questo libro racconta un fatto di cronaca realmente accaduto: si tratta del "Caso Fritzl", la storia di una giovane donna austriaca tenuta prigioniera dal padre per 24 anni e divenuta madre di sette bambini nati dalle violenze del genitore. Jauffret ha fatto molto lavoro di ricerca per parlare al meglio di un argomento così delicato, partecipando addirittura come pubblico ai vari processi.

La casa editrice Clichy mi ha gentilmente inviato uno dei romanzi di questo autore, Cannibali,  di cui vi ho parlato a questo link. A breve lo leggerò e scriverò una recensione :D


Cliccate sulle foto per vederle meglio :)




Jennifer Egan - come una ragazza a Manhattan.
In una chiacchierata con Elena Stancanelli, la scrittrice americana Jennifer Egan ci racconta il suo nuovo romanzo: Manhattan Beach, edito Mondadori.
Prima di parlarvi dell'incontro, ecco qualche informazione sul libro:


Trama: Una grande casa di mattoni dorati con tende da sole a strisce verdi e gialle che svolazzano dalle finestre affacciate sulla spiaggia, mancano quattro giorni a Natale e fa un freddo cane. Anna Kerrigan, dodici anni, accompagna il padre a far visita a Dexter Styles, un uomo potente che spadroneggia su mezza New York e che, intuisce, è decisivo per la sopravvivenza della sua famiglia. Anna è ipnotizzata dal mare e dall'aria di mistero che sembra circondare la conversazione tra i due adulti. Anni dopo, suo padre è scomparso e l'America si sta preparando a entrare nella Seconda guerra mondiale. File di navi militari punteggiano l'orizzonte davanti ai cantieri navali dove Anna ha trovato lavoro, ora che alle donne è permesso sostituire gli uomini mentre sono al fronte. Anna è audace e combattiva - diventerà la prima donna palombaro! -, pronta a superare tutte le linee che dividono il mondo maschile da quello femminile, i ritrovi per le chiacchiere di signorine nubili dai nightclub dove gangster e ragazze spavalde ballano scatenati. Ed è qui che una sera rivede Dexter Styles e comincia a intuire i misteri che aleggiano attorno alla scomparsa di suo padre. E l'inizio di molti cambiamenti, nella vita di Anna e della sua famiglia, nella storia di New York. Jennifer Egan rovescia ancora una volta ogni aspettativa e scrive un romanzo storico, a modo suo. Seguendo Dexter e Anna in un mondo popolato da criminali, marinai, sommozzatori, banchieri aristocratici e uomini del sindacato, immortala le trasformazioni destinate a segnare l'intero secolo: gli anni in cui le donne conquistano libertà e indipendenza, l'America diventa una grande potenza militare, la malavita si mescola all'alta società newyorkese e ai gangster succede una nuova generazione senza scrupoli. - Link d'acquisto -

La trama del romanzo dice fin troppo. I temi affrontati in questa storia sono la supremazia americana, la figura del gangster, la voglia di reinventarsi di Anna, la protagonista. Anche lei, come Jauffret nel caso di Claustria, ha fatto molte ricerche per poter scrivere questo romanzo, non solo sul periodo storico in cui è ambientata la narrazione, ma persino sul mestiere di palombaro, svolto da Anna. La Egan ha viaggiato, sperimentato e letto molto, soprattutto non-fiction e lettere autentiche. Il mare è un altro grande elemento del libro, e significa molto per la protagonista, anche se l'autrice all'epoca delle prime bozze non aveva deciso di dargli tutta questa importanza. Ma pensando alla New York della guerra, immaginava sempre il mare, e si è resa presto conto che avrebbe senza dubbio parlato del porto di NY, e molto, tanto da lasciare che l'acqua prendesse il sopravvento, diventando fondamentale per Anna. Una Anna che, per l'epoca, è molto disinvolta sessualmente. Non si tratta di un'idea nata interamente dall'autrice; durante le sue ricerche, infatti, ha scoperto che c'era molto sesso per le vie di Manhannan, ai tempi.
Oltre che di quest'ultima opera, si è parlato molto anche di due dei suoi precedenti lavori: La fortezza e Il tempo è un bastardo (per il quale ha vinto il Premio Pulitzer), e in particolare del rapporto della Egan con la tecnologia, molto presente in questi scritti. La sua è una vera e propria passione, e l'interesse nasce dal fatto che si tratta del più grande cambiamento a cui ha assistito nella sua vita. Ci svela però una piccola curiosità: scrive a mano, e non a macchina o al computer. Ha anche un gruppo di scrittura al quale sottopone le sue bozze e dal quale accetta consigli e critiche. Quando un cambiamento nella storia le porta sollievo, capisce sempre che si tratta della strada giusta, e crede di non essere per niente brava a scrivere di se stessa o di persone che conosce, anche se a volte ci ha provato.

Dopo l'incontro ha firmato le copie dei suoi libri, e ho avuto l'occasione di scambiare due parole con lei ed è stata davvero molto carina e gentile. Le ho portato una mia copia di La fortezza :)



Cliccate sulle foto per vederle meglio :)






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