Usò entrambe le mani. Le fece correre su uno scaffale dopo l'altro. E scoppiò a ridere. [...] passò vari minuti ad andare con lo sguardo dagli scaffali alle proprie dita. Quanti libri aveva toccato? Quanti ne aveva sentiti? [...] Era come una magia, come la bellezza. {M.Z.}

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giovedì 17 agosto 2017

Recensione: "Saga di Ragnarr"


.Saga di Ragnarr.



Grazie mille a Iperborea per la copia di questo libro!

Titolo: Saga di Ragnarr
Editore: Iperborea
Prezzo di copertina (flessibile): € 15,00
Voto:     bellissimo



In uno storico IX secolo, Ragnarr, le sue due bellissi­me mogli e i suoi indomiti figli sono i protagonisti di un racconto d’armi e d’amore, di fondazione e distruzione di regni e città, di vendette e saccheggi e di audaci spedizioni che li portano a percorrere per mare e per terra i vasti spazi dai gelidi regni del Nord, all’Inghilterra anglosassone, alla Svizzera, e alla nostra Toscana. Così è la storia, che degli atti umani registra essenzialmente le guerre e le lotte di potere, e così vuole la tradizione di un popolo che ha per eroi i suoi condottieri e per codice d’onore la conquista della gloria, dell’immortalità del proprio nome, che, unico, non muore, quando tutto intorno muore. Ma nel mondo delle saghe storia e leggenda, cronaca e mito, realtà e prodigio si sovrappongono e si fondono. E così, nel corso della narrazione, si può incontrare una fanciulla che vive nascosta in una cetra, un grazioso serpentello che, lasciato su un gruzzolo di denaro, si trasforma in un mostro spa­ventoso che giace su un cumulo d’oro, una vacca che mette in fuga gli eserciti con il suo terrificante mug­gito, una città espugnata da una foresta che cammi­na, una veste magica che rende invulnerabili, un gigantesco uomo-albero, coperto di muschio e rugia­da, lasciato a custodire la memoria del passato. E, ancora, indovinelli, profezie, distanze misurate in suole di ferro consumate, in cui riconosciamo le for­mule delle fiabe. Eppure restiamo sulla terra, non in mezzo a figure ideali divise in buoni e cattivi, premiati e puniti, ma nella sfera in cui l’agire umano non è che l’eterno ripetersi di quella serie di prove e tentativi, di successi e sconfitte, di errori, di amori, di risentimenti, di lealtà e di tradimenti, che è la vita di ogni uomo che si confronta con il proprio destino.



Non ripeterò per l'ennesima volta quanto io sia appassionata di mitologia nordica, perché ormai lo sapete meglio di me. Comunque, da amante della serie TV Vikings, non potevo lasciarmi sfuggire la vera storia di Ragnar e dei suoi figli, in particolare Ivar.
Chiaramente questi racconti storici hanno poco a che fare con le vicende televisive, che sono solo vagamente ispirate alle vere gesta di questa famosa famiglia vichinga.

Per me è stato comunque molto interessante leggere di queste testimonianze. Non si tratta del primo libro che leggo sull'argomento, ma ho trovato che questa edizione sia una delle più precise e curate (mi riferisco ovviamente al testo, per quanto anche la copertina del volume sia splendida). Personalmente non me ne intendo molto, ma ho trovato ottima anche la traduzione.

Strepiterebbero i porcellini, se sapessero quel che il verro patisce.

La considero una lettura di approfondimento, infatti se siete completamente nuovi all'argomento, vi consiglio di leggere prima qualche testo di introduzione alla cultura nordica. All'inizio e alla fine del libro, comunque, ci sono delle note molto utili in cui vengono chiariti i riferimenti.

Assolutamente consigliato!



2 commenti:

  1. Da appassionata, a mia volta, di mitologia nordica e di Vikings, ero curiosa di saperne di più su questi volume.
    Inutile dire che adoro la versione televisiva della storia, ma questo libro potrebbe essere ottimo per approfondire le vere vicende di Ragnar e della sua famiglia, di cui fino ad ora ho letto soltanto delle parti. Lo metto in WL!

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    1. Io l'ho trovato un approfondimento interessantissimo. Ben lontano dal telefilm, ma in fondo me lo aspettavo. Tantissime cose di cui ho letto qui non le avevo trovate in nessun altro libro sull'argomento!

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