Usò entrambe le mani. Le fece correre su uno scaffale dopo l'altro. E scoppiò a ridere. [...] passò vari minuti ad andare con lo sguardo dagli scaffali alle proprie dita. Quanti libri aveva toccato? Quanti ne aveva sentiti? [...] Era come una magia, come la bellezza. {M.Z.}

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venerdì 20 dicembre 2013

Rubrica: Leggete per vivere - 3


Questa è una rubrica che scrivevo per un giornale online del Cilento, che potete trovare qui: www.trentinara.net e che pubblicherò anche sul blog :)



LEGGETE PER VIVERE.

…come diceva il saggio Flaubert.



Qualcuno di voi ha mai letto un romanzo di Carlos Ruiz Zafòn? Io non ne ho perso neppure uno. Non ce n’è uno in particolare che preferisco, li ho amati tutti, ma ho deciso di parlarvi di “Marina”, sia perché è uno dei meno conosciuti, sia perché forse, in fondo, un libro di Zafòn che preferisco c’è, ed è proprio questo.
Siamo a Barcellona, verso la fine degli anni ’70. Il protagonista è un quindicenne molto curioso e intraprendente, Oscar, che un giorno si imbatte in una strana casa piena di segreti e nella famiglia che vi abita, composta da Marina, una ragazza più o meno della sua età, e suo padre, un uomo buono e triste, distrutto dalla perdita della moglie. L’incontro con Marina e suo padre sconvolgerà la vita di Oscar, dando inizio ad una serie di avventure incredibili, pericolose e surreali (in pieno stile Zafòn, che non delude mai, senza per questo sembrare ripetitivo), regalandovi un finale che vi lascerà senza parole e con qualche lacrima di commozione. Una storia coinvolgente come poche, piena di sentimento, di genere gotico ed horror, ma con delle note dolci, un mix di generi che caratterizza questo autore. Vorrei dirvi di più, ma non mi va di rovinarvi la lettura di questo romanzo, e anche lo stile e l’ambientazione meritano di essere scoperti parola per parola, ma in questo caso mi riferisco solo a chi non ha mai letto altri romanzi dello stesso scrittore.
E dopo un romanzo per adulti, un romanzo per ragazzi. “Un ponte per Terabithia”, di Katherine Paterson, è certamente più conosciuto grazie al film diretto da Gabor Csupo, con i bravissimi e giovani attori AnnaSophia Robb e Josh Hutcherson. Purtroppo il libro non è altrettanto famoso, ma certamente ha gli stessi meriti del film, se non addirittura qualcuno in più (come capita spesso). I componenti principali della storia sono amicizia e immaginazione. Jess è un ragazzino un po’ timido, non è bravo a farsi degli amici, ma quando a scuola arriva una nuova compagna, Leslie, e scoprono di essere vicini di casa, tra i due nasce una grande amicizia, e diventano inseparabili. Sentendosi fuori posto nella realtà, Jess e Leslie creano un mondo di fantasia tutto loro, in un bosco, un luogo incantato dove tutto è possibile e di cui loro due sono i monarchi indiscussi: Terabithia. Questa però non è una favola a lieto fine, bensì una storia dal sapore reale e, per certi versi, crudele. Vi farà sorridere e vi insegnerà che la nostra mente è la cosa più potente che abbiamo. Un libro per ragazzini, certo, ma che sarebbe in grado di incantare anche un adulto.
Purtroppo non posso dire cosa accomuna i due racconti che ho scelto per questo mese, altrimenti vi rovinerei il piacere di leggerli. A me non disturba conoscere in anticipo il finale di una storia (anzi, lo preferisco), ma mi rendo conto che non per tutti è così, dunque resto in silenzio. Godetevi ogni parola di questi due capolavori.



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