Menù del Blog

martedì 18 settembre 2018

Recensione: "Brooklyn" di Colm Toìbìn



.Brooklyn.
di Colm Toìbìn

 
quasi perfetto

Titolo: Brooklyn
Titolo originale: Brooklyn
Autore: Colm Toìbìn
Editore: Bompiani
Pagine: 330
Traduzione: Vincenzo Vega
Prezzo di copertina (flessibile): 14,00 €
Link all'acquisto



Non è facile trovare lavoro a Enniscorthy, una cittadina nel sudest dell'lrlanda. I primi anni cinquanta sembrano seminare solo insoddisfazione e nostalgia per un benessere che non c'è, neppure all'orizzonte. La giovane Eilis Lacey, prigioniera del confronto quotidiano con la madre e la sorella Rose, non vede davanti a sé alcuna prospettiva, finché l'imprevedibile visita di un prete emigrato, padre Flood, le fa scorgere l'opportunità di una vita diversa, al di là dell'oceano, a New York. E sarà proprio a Brooklyn che Eilis riuscirà a trasformare il passato in un futuro libero e propizio. E l'incontro con Tony, un ragazzo da amare, farà del sogno una reale possibilità che cambierà la sua vita, forse, per sempre. Colm Tóibín racconta una storia d'amore fatta di passioni e cadute; e la vertigine di Eilis, nella scelta fatale tra senso del dovere, appartenenza alla famiglia e desiderio di libertà, in quella linea d'ombra tra l'adolescenza e l'età adulta. Da questo romanzo il film per la regia di John Crowley e la sceneggiatura di Nick Hornby.





Un bellissimo romanzo. Avendo amato il film, interpretato dalla bravissima Saoirse Ronan e sceneggiato dall'incredibile Nick Hornby, ho deciso di leggere il libro dal quale è stata tratta la storia che mi ha stregata al cinema.
Come potete intuire dalla valutazione in stelle, sono pochissime le cose che non mi hanno convinta. Tra queste, l'inizio.
Le primissime pagine sono lente e un po' dispersive, ma per fortuna le cose cambiano in fretta, in concomitanza con la partenza di Eilis per l'America.
Questa, infatti, è in tutto e per tutto la storia di una ragazza e della sua avventura lontano da casa, dall'altra parte del mondo.
Attraverso le pagine, grazie allo stile coinvolgente di Toìbìn, viviamo con Eilis ogni fase della sua nuova vita: il terrore prima della partenza, la nostalgia di casa, l'accettazione di un mondo diverso che in fondo non è terribile come sembrava.
Ma, soprattutto, questo trasferimento le permette di conoscere meglio se stessa.


[...] era molto più di quanto avesse immaginato di poter avere quand'era arrivata a Brooklyn. Dovette imporsi di smettere di sorridere mentre camminava, altrimenti la gente l'avrebbe presa per matta.

Eilis si sente sola a Brooklyn, non riesce ad ambientarsi come aveva sperato, e crede di aver perso tutto ciò che aveva in Irlanda. Ma cosa, di preciso?
A Brooklyn, scrivendo lettere alla madre e alla sorella Rose, non riesce mai a raccontare loro cosa prova e cosa le succede, questo perché probabilmente si è sempre sentita sola e distante, anche quando viveva a Enniscorthy, intrappolata in una vita che non era davvero la sua. Pensa che nessuno di quelli che si è lasciata alle spalle possa capirla, che nessuno sia disposto o in grado di ascoltarla. Lì a Brooklyn, invece, con il tempo riesce a trovare la propria strada e la propria identità. (approfondisco nella sezione con spoiler)

Ho apprezzato molto come è stato affrontata la tematica dello scappare dalla periferia per stabilirsi nella grande città, Toìbìn è stato in grado di non gettare fango su nessuna delle due e anzi, è riuscito a mettere in luce i pregi di entrambe. Brooklyn è un romanzo delicato, evocativo e scorrevole, proprio come il film.
Il finale non è eccessivamente frettoloso, ma io lo avrei comunque preferito più riflessivo, in linea con il resto della narrazione, infatti ho apprezzato maggiormente quello della trasposizione cinematografica.






Prima di concludere, vorrei aggiungere due righe più approfondite riguardo un concetto che ho affrontato prima.
Abbiamo la conferma della sensazione che Eilis non sappia e non abbia mai saputo davvero chi fosse quando la ragazza torna in visita a casa, a Enniscorthy, in seguito alla morte della sorella, la persona alla quale era più affezionata.
Tornata in Irlanda, Eilis sente di essere il fantasma di Rose e non davvero se stessa, a causa di come viene trattata dalla madre e dagli abitanti del paese.


[...] questo la faceva sentire strana, come se fosse due persone: una era quella che a Brooklyn aveva lottato contro due inverni gelidi e dopo tantissimi giorni duri aveva conosciuto l'amore, e l'altra era la figlia di sua madre, la Eilis che tutti conoscevano, o che credevano di conoscere.

E anche se una volta abituata nuovamente alla vita irlandese ha la sensazione di essere divisa a metà, sembra chiaro che siano solo la nostalgia e la paura a confonderle le idee.

Nella trama viene lasciato intendere che questo romanzo sia principalmente una storia d'amore, ma non è così. È vero, la vita di Eilis migliora anche grazie a Tony, e alla loro storia viene dedicato spazio sufficiente a comprenderla pienamente, ma c'è molto più di questo. A Brooklyn, Eilis ha un buon lavoro, fa una vita che le piace, studia e riesce a realizzare un sogno. È di questo che parla davvero il romanzo.



Decisamente consigliato! :)



2 commenti:

  1. Non sono ancora riuscita a recuperare il film... uffi, e dire che adoro Saoirse Ronan! :(
    Anche il libro sembra piuttosto interessante, però! ^^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Recupera entrambi al più presto, allora! Saoirse in quel film è ancora più brava del solito <3

      Elimina